ISTANTANEE DAL PRIMO FORUM INTERNAZIONALE DEL RISK MANAGEMENT E DELLE IMPRESE DI FIRMA
Per lungo tempo abbiamo considerato il rischio come un problema da ridurre. Misurarlo, trasferirlo, assicurarlo, contenerlo: questo è stato l’obiettivo. Un approccio necessario, che ha consentito alle organizzazioni di crescere e governare l’incertezza.
Oggi, però, quel paradigma non basta più. Non perché sia sbagliato, ma perché il mondo è cambiato più velocemente delle categorie con cui abbiamo imparato a leggerlo.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una successione di eventi che, presi singolarmente, avremmo definito straordinari: una pandemia, guerre nel cuore dell’Europa e in Medio Oriente, crisi energetiche, eventi climatici estremi, attacchi informatici e interruzioni delle catene di approvvigionamento.
Eppure, il vero elemento di novità non è rappresentato dai singoli eventi, bensì dal modo in cui questi si propagano. Ogni crisi genera effetti che si estendono ben oltre il contesto in cui nasce, coinvolgendo contemporaneamente economia, società, politica e ambiente.
È questa la caratteristica del rischio sistemico: non il singolo evento, ma la rete di connessioni che mette in movimento.







